Peppe Cangiano nasce a Monte di Procida da padre napoletano (San Giorgio a Cremano) nell’anno1957, fin dall’adolescenza comincia ad amare la canzone napoletana intravedendo in essa le radici di un popolo che si Ë sempre distinto artisticamente.
All’età di 18 anni comincia ad apprezzare il teatro di Raffaele Viviani e di Eduardo De Filippo interpretando insieme ai ragazzi della scuole elementari medie e superiori in teatri e scuole della zona flegrea i vari personaggi.
Ha allestito insieme ai docenti delle varie scuole della provincia di Napoli, varie commedie teatrali come: "La Gatta Cenerentola", "Vincenzo De Pretore", "Natale in casa Cupiello", ecc.
Dal 1976 al 1978, scrive varie commedie di cui due: "Ma che commedia ‘e famiglia" e "A casa mia", vennero rappresentate nell’auditorium della Chiesa di Cappella, Bacoli e Pozzuoli.
Nel 1978 conosce Roberto Murolo che gli insegna il metodo più pratico per accompagnare la canzone napoletana e comunicarla nella maniera più semplice. Comincia così un nuovo cammino artistico-musicale che lo porta a far parte di vari gruppi, suonando in Germania, negli Stati Uniti, in Francia e in varie parti d’Italia come Piemonte, Toscana, Sicilia, Sardegna.
Forma, insieme a Michele Schiano LoMoriello, alla fine degli anni 80, il Gruppo dei Menestrelli di cui facevano parte anche Emilio Coppola, Cristofaro Pugliese e Biagio Scotto di Perta, cantando e raccontando la Storia della Canzone Napoletana dal 1200 al 1900.
Attualmente il Gruppo dei Menestrelli di Peppe Cangiano è composto da: Ciro Martone (chitarra e voce), Luigi Coppola (chitarra e voce), Tony Graziani (voce e tamburello), Peppe Cangiano (chirarra, mandolino e voce) e si esibisce oltre in feste private, di piazza e cerimonie anche in varie emittenti televisive come Rai1, Radio2, Rai Education2, Tele A e Tele Akery.
I Menestrelli sono oggi tra i pochi ed apprezzatissimi artisti in grado di proporre la classica "posteggia napoletana".
Si è cimentato come autore nella stesura di quattro volumetti: "Pensieri", "Ritratti Montesi", "Usi con fusi", e "Monte di Procida".